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Filler: quando “meno” è davvero meglio

Negli ultimi anni il filler è diventato uno dei trattamenti più richiesti in medicina estetica. Parallelamente, però, è cresciuta anche la consapevolezza di un rischio: quello di trattare troppo, troppo spesso o senza una reale indicazione.

Il filler a base di acido ialuronico non dovrebbe servire a trasformare un volto, ma a correggere in modo selettivo ciò che altera le proporzioni o che il paziente percepisce come poco armonico.

Proporzioni e naturalezza

Un buon risultato, nella maggior parte dei casi, è quello che non si nota.

Questo significa rispettare anatomia, età, mimica e caratteristiche individuali. Labbra, zigomi, mento e profilo mandibolare non possono essere valutati come aree indipendenti: fanno parte dello stesso equilibrio.

Uno degli errori più comuni è concentrarsi su una singola zona senza considerare il resto del volto. Aumentare eccessivamente il volume delle labbra, ad esempio, può creare una sproporzione se mento, profilo o terzo medio non vengono valutati nel loro insieme.

Quando valutare un ritocco

Anche la frequenza dei trattamenti conta. L’acido ialuronico è riassorbibile, ma il comportamento del prodotto nei tessuti può variare in base a formulazione, sede di impianto, quantità e caratteristiche individuali. Per questo non è corretto ragionare automaticamente in termini di “ritocco” a intervalli fissi.

La quantità giusta per ogni volto

Prima di aggiungere nuovo prodotto è utile valutare ciò che è ancora presente e chiedersi se esista davvero un’indicazione.

La medicina estetica più moderna sta progressivamente abbandonando l’idea del volume come soluzione universale. In molti casi qualità della pelle, biostimolazione, protezione solare, gestione della mimica o semplicemente nessun trattamento possono essere più appropriati.

Il punto non è utilizzare meno filler per principio, ma utilizzare la quantità necessaria per ottenere il risultato desiderato senza alterare l’identità del paziente.

In medicina estetica, spesso, il limite tra un buon risultato e un risultato artificiale non dipende dal prodotto. Dipende dall’indicazione, dalla pianificazione e dalla capacità di fermarsi.

Dr. Marco Rizzetto Stubel Odontoiatria e Medicina Estetica