Una delle domande più frequenti prima di un trattamento implantare è: “Quanto dura un impianto?”
La risposta più corretta è che non esiste una scadenza uguale per tutti.
Da cosa dipende la durata
Gli impianti dentali moderni possono avere una sopravvivenza molto elevata nel lungo periodo, ma il risultato dipende da numerosi fattori.
Un impianto non è semplicemente una vite inserita nell’osso. Fa parte di un sistema formato da osso, gengiva, componenti protesiche e corona. Tutte queste strutture devono essere controllate nel tempo.
Fumo, igiene orale insufficiente, precedente malattia parodontale, diabete non ben controllato, caratteristiche anatomiche e sovraccarichi occlusali possono aumentare il rischio di complicanze.
Anche l’impianto può sviluppare infiammazione dei tessuti che lo circondano.
La mucosite peri-implantare interessa principalmente i tessuti molli ed è spesso reversibile se trattata precocemente. La peri-implantite, invece, comporta anche perdita di osso e può compromettere la prognosi dell’impianto.
Mucosite e peri-implantite
Per questo l’assenza di dolore non significa necessariamente che sia tutto sotto controllo.
La manutenzione professionale è fondamentale.
Controlli e manutenzione nel tempo
Controlli periodici, igiene orale, radiografie quando indicate e gestione dei fattori di rischio permettono di identificare precocemente eventuali problemi.
Anche la protesi può richiedere manutenzione o sostituzione nel tempo. La corona sopra l’impianto e l’impianto stesso non hanno necessariamente la stessa durata.
L’obiettivo quindi non dovrebbe essere promettere “un impianto per tutta la vita”, ma creare le condizioni perché il trattamento possa durare il più a lungo possibile.
La longevità implantare nasce da tre elementi: diagnosi corretta, trattamento ben eseguito e manutenzione nel tempo.
Dr. Marco Rizzetto Stubel Odontoiatria e Medicina Estetica