La tossina botulinica viene utilizzata sempre più precocemente. Ma prevenire l’invecchiamento non significa necessariamente iniziare prima: significa scegliere il momento giusto.
Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di “botox preventivo”: trattamenti con tossina botulinica iniziati quando le rughe sono ancora poco visibili, con l’obiettivo di evitare che diventino più profonde nel tempo.
L’idea ha una sua logica biologica.
Molte rughe del terzo superiore del viso nascono inizialmente come rughe dinamiche, cioè linee che compaiono durante la contrazione dei muscoli mimici. Con il passare degli anni, la ripetizione di questi movimenti, insieme ai cambiamenti della pelle, può contribuire a renderle visibili anche a riposo.
La tossina botulinica riduce temporaneamente l’attività di specifici muscoli e può quindi attenuare le rughe dinamiche.
Ma “prima” significa necessariamente “meglio”?
No.
Questo è il punto che spesso si perde sui social.
Non esiste un’età universale alla quale sia necessario iniziare un trattamento con tossina botulinica.
Due persone della stessa età possono avere una mimica completamente diversa, una diversa esposizione solare, qualità cutanea differente e una predisposizione individuale più o meno marcata alla formazione delle rughe.
Per questo non dovrebbe essere la data di nascita a determinare il trattamento.
Dovrebbero esserlo anatomia, mimica, qualità della pelle e caratteristiche individuali.
L’uso precoce della tossina può avere senso in pazienti selezionati con un’attività muscolare particolarmente marcata, ma le evidenze a lungo termine sul concetto di “prevenzione” nelle persone molto giovani sono meno solide rispetto a quelle sull’efficacia della tossina nel trattamento delle rughe dinamiche già presenti.
Il volto deve continuare a muoversi
Una medicina estetica moderna non dovrebbe avere come obiettivo quello di cancellare qualsiasi movimento.
La mimica fa parte dell’identità.
Sopracciglia, fronte e area perioculare partecipano continuamente alla comunicazione delle emozioni. Un trattamento eccessivo può modificare quell’equilibrio molto più di quanto il paziente desiderasse.
Per questo il concetto di prevenzione dovrebbe essere associato a un approccio conservativo e personalizzato, non alla ricerca dell’immobilità.
Il risultato ideale dovrebbe ridurre alcune contrazioni eccessive senza eliminare l’espressività del volto.
Prevenire le rughe non significa solo fare iniezioni
C’è poi un aspetto che viene spesso dimenticato.
La tossina botulinica interviene principalmente sulla componente muscolare delle rughe.
Ma l’invecchiamento cutaneo è molto più complesso.
Esposizione ai raggi ultravioletti, fumo, qualità del sonno, alimentazione, stress ossidativo e caratteristiche genetiche influenzano profondamente il modo in cui la pelle cambia nel tempo.
Per questo la vera prevenzione comincia soprattutto da comportamenti molto meno spettacolari:
protezione solare quotidiana, niente fumo, corretta skincare, attività fisica, alimentazione equilibrata e un buon ritmo sonno-veglia.
Nessun trattamento estetico può sostituire queste abitudini.
Quando può avere senso iniziare?
Quando durante la mimica compaiono linee molto marcate, quando alcune contrazioni muscolari sono particolarmente forti o quando il paziente presenta caratteristiche anatomiche che rendono precoce la formazione di determinate rughe, un trattamento conservativo può essere preso in considerazione.
In altri casi, invece, aspettare può essere la scelta più corretta.
Non esiste quindi un’età ideale.
Esiste una corretta indicazione medica.
Il rischio della medicina estetica “preventiva”
C’è infine un rischio culturale.
Se ogni cambiamento fisiologico del volto viene trattato come un problema da prevenire, rischiamo di trasformare l’invecchiamento normale in una patologia.
Una ruga non è una malattia.
La medicina estetica dovrebbe aiutare il paziente a stare meglio con la propria immagine, mantenendo proporzioni e naturalezza, non generare la sensazione che ogni segno del tempo debba essere necessariamente corretto.
Per questo la prevenzione non significa iniziare i trattamenti sempre prima.
Significa piuttosto evitare gli eccessi, proteggere i tessuti e intervenire solo quando esiste una reale indicazione.
Il trattamento più moderno, a volte, può essere proprio quello che non facciamo.
Dr. Marco Rizzetto Stubel
Odontoiatria e Medicina Estetica