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Skin quality: perché la medicina estetica sta passando dal “riempire” al migliorare la pelle

Per anni la medicina estetica è stata associata soprattutto a una parola: volume.

Oggi l’approccio sta cambiando. Sempre più pazienti non chiedono di modificare i propri lineamenti, ma di avere una pelle più uniforme, elastica, idratata e luminosa.

Che cosa determina la qualità della pelle

È il concetto di “skin quality”.

La qualità della pelle dipende da numerosi fattori: idratazione, collagene, elastina, pigmentazione, microcircolo, esposizione solare, fumo, sonno, alimentazione, ormoni e genetica.

Per questo non esiste un singolo trattamento in grado di migliorare ogni parametro.

Biostimolazione, acido ialuronico a bassa capacità volumizzante, polinucleotidi, peeling, trattamenti topici e tecnologie possono avere ruoli differenti. La scelta dovrebbe dipendere dalla diagnosi iniziale e non dalla popolarità del trattamento.

Trattamenti scelti in base alla diagnosi

Un volto con una buona qualità cutanea spesso appare più fresco senza necessità di grandi modifiche volumetriche.

Questo non significa che il filler non abbia più indicazioni. Significa semplicemente che il volume non dovrebbe essere la risposta automatica a ogni segno dell’età.

Il ruolo della prevenzione

Se il problema principale è una pelle sottile, disidratata o fotodanneggiata, aggiungere volume non corregge necessariamente la causa.

La prevenzione rimane fondamentale. Protezione solare quotidiana, assenza di fumo, skincare adeguata, sonno e stile di vita incidono sulla pelle più di quanto spesso si voglia ammettere.

Il futuro della medicina estetica probabilmente sarà sempre meno legato alla trasformazione e sempre più alla conservazione della qualità dei tessuti.

L’obiettivo non è avere un volto diverso. È fare in modo che il proprio volto continui ad apparire sano, equilibrato e coerente con l’età.

Dr. Marco Rizzetto Stubel Odontoiatria e Medicina Estetica